Come appresi che gli uomini parlano lingue diverse

Posted: 30th novembre 2012 by dallaterrallalunablog in On the Route
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La prima volta che sentii raccontare quella storia, non andavo ancora a scuola.
Ricordo che, un giorno, eravamo a casa di mia nonna – il nonno era morto già da alcuni anni e prima che io nascessi – quando appresi che, in tempo di guerra, nella soffitta di quel palazzotto, ubicato nel centro storico, la famiglia di mia madre aveva nascosto un aviatore americano il cui aereo era stato abbattuto dalla contraerea tedesca.
In quei mesi del 1943, gli Alleati, sbarcati in Sicilia e a Salerno, ricacciavano i soldati di Hitler verso Nord e, intanto, mettevano a ferro e fuoco il territorio con i massicci bombardamenti dei B 17, le fortezze volanti. Uno di quei possenti quadrimotori si era schiantato nelle campagne circostanti e, non mi è stato detto come, mio nonno, che faceva l’agricoltore, si era imbattuto in quell’uomo miracolosamente scampato alla morte, certamente lanciatosi con il paracadute. Il padre di mia madre parlava l’inglese perchè, un tempo, come milioni di Meridionali, era emigrato in America a cercare fortuna, perciò, capendo i rischi che il militare correva, perché c’erano tanti tedeschi in giro, e non sapendo come aiutarlo altrimenti, non esitò a portarlo a casa, salvandogli la vita.
Mia madre diceva che l’americano non conosceva una sola parola di italiano e questo suscitò la mia curiosità. Mi sembrava strano che ci fossero difficoltà ad intendersi fra gli uomini. Fu così che, rispondendo ai miei perchè di bambino, mi disse che in quasi ogni paese si parla una lingua diversa e l’italiano la lingua parlata in Italia.
Da quel momento, la mia percezione del mondo cominciò ad allargarsi oltre i confini del mio paese di provincia.

Effe Esse

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