Il ministro Bussetti, un eroe meridionale

Marco Bussetti

Il ministro dell’Istruzione del governo Conte, Marco Bussetti, è un eroe; possiamo dire, a questo punto, un eroe meridionale. Dimostrando una stretta osservanza del più bieco leghismo, Bussetti ribadisce la natura anti meridionale del partito fondato da Umberto Bossi, oggi, egemonizzato da Matteo Salvini.

Alla domanda posta da un cronista ad Afragola, in provincia di Napoli, sabato 9 febbraio, se servissero più fondi al Sud per recuperare il gap con le scuole del Nord, il ministro ha risposto: “No, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte, questo ci vuole”. Una zoommata inequivocabile sul codice genetico della Lega Nord costituitasi con l’idea dell’indipendenza padana e l’avversione verso chi sia nato da Bologna in giù e gli stranieri poveri. Ed è uno sgarbo involontario allo stesso Salvini, alfiere, oggi, con successo di un sovranismo che chiama a sé, purtroppo, molti meridionali, i quali, abbagliati dalla questione migranti e dalla possibilità di salire sul carro del vincitore (antica attitudine), in un battibaleno hanno dimenticato decenni di torti e rapine subiti dai nostri territori, per mano leghista, sin dai governi di Berlusconi.

Quindi, questo episodio ci ricorda che il lupo padano ha perso il pelo ma non il vizio; che l’obiettivo è solo e sempre l’arricchimento del Nord a danno del Sud, come avviene dal 1861; che l’ordine da mantenere in Italia è il solito, e cioè quello di un paese duale in cui una parte deve regolarmente accontentarsi di meno, tenendosi pure gli insulti e i sensi di colpa, rispetto all’altra a cui è concesso di progredire anche con il continuo afflusso di tanti emigrati meridionali, insegnanti compresi.

Grazie, signor ministro, per questa secchiata d’acqua in faccia a un Meridione tramortito e dalla vista annebbiata, come un pugile perdente, che si sta consegnando alle onnivore mandibole leghiste. Deve sapere che, da queste parti, comunque, rimane chi confida nel manifestarsi di uno straccio di orgoglio che si opponga, per quanto possibile, all’aggravarsi della condizione di colonia interna entro cui sono condannate a vivere le regioni meridionali, e non solo per l’inettitudine di parte della loro classe dirigente.

dallaterrallaluna

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