Sgarbatamente Meridionali. I Bronzi di Riace non si toccano

 

I Bronzi di Riace non si toccano; non devono essere portati all’Expo di Milano, perché sono patrimonio e simbolo dei Calabresi e di tutta la gente del Sud. Le asfissianti pretese rivolte alle autorità preposte rivelano il modo solito al quale il Nord si affida, quando di mezzo c’è il Sud.La coppia Sgarbi Maroni, costituitasi sul palcoscenico del cabaret padano dopo che i due, in passato, se ne sono dette di cotte e di crude, strepita per avere le statue all’esposizione internazionale del 2015, come se fosse un diritto; e senza chiedere cortesemente il parere della Calabria. Anzi, l’irriverenza, la condotta padronale da veri colonizzatori di queste persone è tale che nel programma presentato da Sgarbi e Maroni è scritto che “L’Expo rappresenta un momento ideale per innalzare la dignità culturale della Calabria e le radici della Magna Grecia”. Avete capito? La storia millenaria del Mezzogiorno d’Italia, rappresentata mirabilmente dai Bronzi di Riace, diventerebbe qualcosa di ancora più grande figurando in un evento di cui già si è occupata pesantemente la magistratura; e siamo solo all’inizio. Lo stesso Sgarbi, ambasciatore della Lombardia per l’Expo, in una delle sue sconcertanti uscite, stando a quanto riferito dai media, avrebbe detto che i Bronzi hanno avuto la sfortuna di essere rinvenuti nel mare della Calabria. Ma, scusi, egregio professore, in quale mare avrebbero dovuto trovarli, visto che, secondo quanto ipotizzato dagli studiosi, la nave che li trasportava, i Bronzi, splendida espressione dell’arte greca, era diretta in Magna Grecia, cioè verso la costa calabrese, per caso nell’alto Adriatico o nell’alto Tirreno?
Fa bene Pino Aprile a ricordare che il bando, tutto leghista, per i lavori all’Expo negava la partecipazione a fornitori non lombardi o più lontani di 350 chilometri. E’ questo, quindi, il criterio di quella gente: ciò che è mio è mio, e su ciò che non è mio faccio in modo di metterci le mani (o le zampe), senza tanti complimenti, come avviene da oltre un secolo e mezzo, nel nome della presunta unità d’Italia. Ancora, l’Autore di “Terroni” ha ragione quando chiede “se i Bronzi fossero di Milano li prestereste a Reggio Calabria per un’Expo che vi esclude dagli appalti e ha alcuni tra i suoi ex dirigenti in carcere?”. Non ci vuole molto ad immaginare la risposta.
Sulla vicenda, è intervenuto anche il presidente del Consiglio dei Ministri, Renzi, secondo il quale è inutile portare i Bronzi all’Expo. Dalla sua Padania, Maroni ha lanciato velenosi strali, via Twitter, anche verso il capo dell’Esecutivo.
Al di là di come si metteranno le cose, si parla anche di robusti ricorsi alla carta bollata, con Sgarbi e Maroni, in tanti ancora fanno fatica, in questo strano Paese, a capire che al Sud si deve rispetto e che la sua dignità, nel contesto nazionale, deve essere riconosciuta ponendolo sullo stesso piano del Nord, destinadogli più adeguate risorse, realizzando infrastrutture, intervenendo per sanare mali atavici, nati con l’annessione delle province meridionali al regno sabaudo. I Bronzi di Riace sono il simbolo di un Mezzogiorno in rinascita, e per la sua gente sarebbe quasi sacrilego, oggi, vederli risalire la Penisola, imponendo loro, delicatissimi, il viaggio che ha portato tanti figli di questa terra a cercare fortuna lontano dalle proprie radici. Sgarbi e Maroni se ne facciano una ragione; vogliamo e dobbiamo essere “sgarbatamente” Meridionali. Se i visitatori dell’Expo vogliono ammirare i Bronzi, tesoro del Sud, si accomodino pure a Reggio Calabria, non se ne pentiranno. Sarebbe davvero un altro spettacolo.

dallaterrallaluna

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