Russia 2018, la Francia vince un mondiale con poche emozioni

La Francia ha trionfato a Russia 2018; Deschamp ha vinto anche da selezionatore, dopo aver alzato la coppa da giocatore vent’anni fa, a Parigi. Un mondiale disputatosi in Europa che, ancora una volta, è stata una nazionale del vecchio continente ad aggiudicarsi. Solo in Svezia, nel 1958, non fu così; allora vinse il Brasile del giovane Pelè.
Non possiamo dire che in un mese di partite siano state tante le emozioni; è opinione generale che questo torneo non sia stato molto prodigo di novità, a parte l’introduzione della Var, e gli attesi grandi protagonisti hanno clamorosamente deluso, anche se i commentatori di Mediaset non hanno ritenuto opportuno sottolinearlo nel modo dovuto. Non potevano sminuire il valore del “prodotto” televisivo che stavano confezionando.
L’interesse del calciofilo stakanovista ha ruotato, così, intorno alle imprese di Croazia, Belgio e Uruguay, fino a quando la Seleccion del Maestro Oscar Washington Tabarez, grande esempio di forza d’animo, è stata in corsa, e di quei giocatori, non molti, come il non ancora ventenne Mbappè, consacratisi tra i grandi.
E’ stato un mondiale di cui ricorderemo davvero poco; il gioco non è stato esaltante e nella finale i francesi hanno ampiamente subito l’iniziativa dei croati. In molti degli incontri, poi, ha prevalso un chiaro atteggiamento difensivista che ha mandato lo spettacolo a farsi tranquillamente benedire. Quando lo facevano gli italiani, piovevano le immeritate accuse di catenaccio.
In compenso, pare che l’arrivo dei tanti tifosi abbia portato una montagna di soldi nel paese di Putin; e bene è andata per i canali televisivi che hanno fatto il pieno di pubblicità. Un grande affare per tutti, insomma.
Resta una considerazione, l’esplosione del calcio africano, annunciata già all’inizio degli anni ’80, non si è mai avuta compiutamente, al punto da portare, come si era supposto, una rappresentativa in una finale mondiale; ma, la Francia campione del mondo nel 2018 deve tantissimo proprio ai suoi giocatori di origine africana. Il fortunato riflesso di una società multietnica che, anche nel calcio, ha saputo trovare la strada per affermare le sue prerogative migliori.

Precedente Arriva un mondiale di calcio crudele senza azzurro Successivo L'orrore di Hiroshima e Nagasaki non è mai finito

Lascia un commento

*